WILDWORLD - soloalpinismoeroTico

BEYOND GOOD AND EVIL, con Tomas Mueller

Tra il Bene e il Male, tra il "dire" e il "fare" c'è di mezzo il "mare", ed infatti, dopo averne parlato e riparlato, dopo che Jerome, Jamel e Lis erano li stati, ci siamo presi una bella vacanza a Orpierre, dove l'odore del mare quasi arriva, con l'unico intento di tenere prese medie su medi strapiombi...abbiamo quindi il "dire", abbiamo quasi il "mare" , non resta che il "fare"!!!

Tomas segue sulla prima lunghezza

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Tomas magico sul ghiaccio effimero del diedro un tantino secco

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Ancora diedro, una lunghezza psicologica!

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Bello ve?

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Sortie delicate!

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Prima lunghezza dell'uscita originale, un cartone poco divertente!

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Ancora Tomas sull'ultimo tiro non proprio in buone condizioni!

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La macchina argentina in tutto il suo splendore

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Di nuovo verso il mare!

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Thanks a lot to Jon Griffith for one word: CLIMBABLE!!!!

 

AIGUILLE ROUGE, POUCE: VOIE DES DALLES. FLAMMES DE PIERRE: REPRISE

Giorni di paglia e pioggia. Contorni sfocati, e la vedo che scende per la cresta del rientro come una camoscetta, veloce e sicura. Libertà, di correre dove voglio. Mi rifugio nell' azzuro delle ultime scalate, ora che piove e la stagione estiva sgocciola in tutti i sensi. Simon è in Italia, ma torneremo a finire questa via, se magari ti passasse la voglia di fare sempre varianti dure. Intanto, da lontano arriva l'odore dei funghi, il camino, la solitudine delle montagne di casa, rare, belle, stese al sole rampante del litorale Abruzzese. Ma cosa succede? Il gicante di pietra agita i piedi per un prurito passeggero e crollano tre alberghi, e gli ombrelloni sono tutti in cielo che pare una festa e poi in acqua. Il verde mare accoglie ora puntini gialli e rossi e blu. La gente bestemmia spaventata, poi finisce tutto, e non restano che cumuli di macerie. Ma ora, il gigante di pietra, riesce a guardarsi i suoi piedini di sabbia.

Foto di Andrea Di Donato

 

ELIXIR + VOYAGES SELON GULLIVER

Ancora alta pressione sul Bianco. Che fare? Pilone Centrale?... mmm ha nevicato abbastanza in alto e forse siamo stanchi di ravanare. Allora andiamo sul GrandCap! Si, andiamo a scalare senza troppi pensieri questa roccia meravigliosa, questa linea stupenda! ... poi mi diranno che il Pilone non era affatto bagnato, mentre noi ci facciamo la doccia sugli ultimi tiri!!! ... e alla fine un po' rosichi!!,,, ehehe... c'est la vie!

bon Voyage!!!

Foto di Andrea Di Donato e Bertrand Lemaire

 

DIVINE PROVIDENCE

Una grande avventura, non c'è che dire.

Si, ma certo, facciamo qualcosa prima ... e che sei matto, non vorrai mica buttarti sul Pilier d'Angle direttamente da Roma, con un solo Velino sulle spalle!! Naturalmente se poi arriva la finestra buona dobbiamo andare subito.

Naturalmente la finestra arriva subito e partiamo. Io ho due mesi di monte Bianco sulle spalle, Bertrand un Velino. Ma lui è un Gallo, lui ha fibra, lui scalava sui blocchi di Fontainebleau con Alain Ghersen quando aveva 14 anni. E le storie si intrecciano, le storie di chi ha fatto la storia. E già, perchè il mitico Alain Ghersen, nel 1990, ha salito per la prima volta quasi tutta in libera, la mitica Divine (un po di storia), e nel 2002 ha effettuato la prima solitaria invernale. Ora sono io che incontro spesso Alain alla compagnia delle guide qui a Chamonix, ...Salut, Ca va?!

Un sogno, un sogno questa Divine, la Perla di Gabarrou e Marsigny..... e le storie si intrecciano di nuovo: Gabarrou al Tete Rousse mi regala una rivista con le vie dell'Argentera, e poi lavoro con Christian Appertet, una guida di Annecy, che aveva aperto con Gabarrou una via sulla punta Margherita alle Jorasses. Gli parlo del mio progetto... questo è il mio ultimo Bianco, poi dieci giorni off, vogliamo scalare Divine P....

bien bien!! ... il giorno dopo mi porta un leggerissimo sacco da bivacco per due.... non l'ha mai utilizzato, ma è molto simile a quello che hanno usato con Patrick sulle Jorasses. E' ricavato da una vela del parapendio.

Il Gran Pilier d'Angle sarà più meno come la Farfalla Bertrà!!  nel senso che prima o poi vomiterai!!!ahahaha...   diciamo che in teoria più o meno i conti tornano a parte il fatto che è tutto un po' più sostenuto, più fisico, più psico, più senza spit, più duemilametri traslata verso il cielo.

Valanghe strepitose ai piedi del Pilier d'Angle. Di colpo immersi nella storia, i due piccoli uomini si fermano e ascoltano. La Brenva, la Major, Sentinella Rossa, la Pera... the Wild Side!! Finalmente al col Moore.

Una felice intuizione di Bert, ci porta, dopo un tirello i corda, a bivaccare su una molto comoda cengia. Il francese emozionatissimo, parlerà tutta la notte... una delle poche notti all'addiaccio in cui la temperatura mite mi avrebbe permesso di dormire...

Compriamo una corna singola nuova di pacca... ma quanta ne compriamo, 50 o 60 metri?... alla fine decidiamo: 55!

La mattina ci svegliamo, pronti per partire e con grande amarezza scopriamo che un punto della corda è fottuto! perdiamo circa 8 metri...= 47m left ... forse facendo le doppie del col Moore?... bo... di sicuro la notizia renderà la nostra arrampicata molto cauta.

Saliamo lo zoccolo abbastanza veloci, l'arrampicata non è mai troppo difficile, ma la roccia non troppo buona e gli zaini non troppo leggeri, rendono la "cosa" non proprio rapida. Comunque, dopo sei ore circa siamo sotto lo scudo arancione! Da qui, modalità bigwall e sacchi al traino!! si scala leggeri!

Ora un poetico sacrificio mi fa prendere, col senno di poi, la decisione più importante. So che lui può farcela, perchè è un cazzo di fuoriclasse geneticamente modificato, perchè ha le mani grandi e uno sterno da gorilla, e le sue braccia sono lunghe come le mie anche essendo più basso. Guardo il primo tiro duro, che mi sarebbe toccato, e già mi vedo appeso a un chiodo o ad aiutarmi su un microfriend!

No,,, vai tu,,, vai tu che sei un poeta della roccia, vai tu che puoi realizzare il sogno!!! .. e lui va, non deciso come entrambi pensavamo, ma tentenna, riflette, ma alla fine lo incatena, a vista...

ma se questo era il più facile poi che cazzo faccio lui dice!!.... dovevi solo entrarci dentro Bert, ora sei caldo!

Un bel tirone da alpinisti classici mi porta alla base del grande diedro. Recupero Bert. Siamo nel cuore della via.  Ancora un tiro duro per lui, in catena, a vista. Siamo sotto al tiro chiave, appesi in una scomoda nicchia, sotto una vertiginosa fessura strapiombante, un pò bagnata, dall'aria inizialmente non proprio solida!

Ora il francese dice cose e poi farà le cose che disse!! Ci metto tutto in sto tiro, tutto, quarant'anni di scalata!!! Un altra persona attacca il tiro, non più l'arrampicatore riflessivo delle volte precedenti, ma un essere determinato e fiero che salta chiodi e si spara i piedi in bocca, ma un piede scivola su tratto un bagnato, e mette un ultimo friend finchè la fessura diventa buona ma tremendamente fisica ed un gran run-out lo porta fino al blocco incastrato che ti salva il culo!! uau!!!.... che botta ragazzi, che emozione!!! ... arrivo in sosta, con le braccia gonfie e continuo a ripetere: tu non sei normale!! tu non sei normale... e siamo felici!!... ancora un paio di tiri da alpinista classico e poi il tetto stronzissimo che il francese supera in scioltezza con gli ultimi residui di energia esplosiva!!

14 ore di scalata dopo.. bivacco, vista meravigliosa sul Bianco... tre di notte, partenza, nella nebbia, stanchi, lenti, ma sicuri.... alba, Peuterey, lunghissima, piacevolmente tracciata... scopriremo poi dal grande Profit!! Bertrand è alla frutta, io sono davvero molto stanco, scopro con dolore che i Bianchi non ti allenano, ma almeno sono acclimatato! Vento e nebbia!! non si vede la fine, Bert mi chiede quanto manca, come i bambini, io rispondo sempre che siamo quasi arrivati ma non ne ho idea, non si vede che nebbia in alto. MontBlanc de Courmayeur, Bert vede la cima del sommo Bozzo e vomita per l'emozione! che eroe!!!! che mito!!! Divine Providence in libera e a vista!!... ma dimmi tu!!

Bertrand Lemaire, escaladeur de reve!!

 

Foto di Andrea Di Donato e Bertrand Lemaire

 

 

BREVENT+ CONTAMINE

Tra un Bianco, e un altro, due belle vie al Brevent con il mitico amico guida Thomas direttamente dalle pendici di Bariloce, bello, alto, simpatico, parla cinque lingue ed una molto bene!!... accorrete donne, accorrete!

Poco dopo siamo con Veronica all'attacco della Midì, partiti per una Rebuffat troppo affollata, tagliamo dopo il tetto verso le belle fessure della Contamine...

Foto Andrea Di Donato

 

ORIENT EXPRESS IN INVERNO

Orient Express al Gran Sasso, un tentativo di prima invernale e la forza di una cordata

07.01.2013 di Planetmountain

 

Il 30/12/2012 Andrea Di Donato, Andrea Di Pascasio e Lorenzo Angelozzi hanno effettuato un tentativo di prima invernale su Orient Express naufragato per un gran volo di Angelozzi per fortuna senza gravi conseguenze. Il racconto di Andrea Di Pascasio.

Un tentativo di prima invernale. La via è Orient Express (650m, ED- con passi fino al VI+) sull'Anticima N del Paretone (Gran Sasso d'Italia). I protagonisti del tentativo sono Andrea Di Donato, Andrea Di Pascasio e Lorenzo Angelozzi. Una cordata affiatata. Una delle più attive negli ultimi anni al Gran Sasso. Insieme, sempre al Gran Sasso, nel 2011, hanno già effettuato la prima invernale di Fulmini e Saette (700 metri fino al VII) sulla nord-ovest dell'anticima della Vetta Orientale. Mentre Angelozzi, nell'agosto dello stesso anno, aveva centrato la prima solitaria proprio di Orient Express, la gran via aperta da Massimo Marcheggiani e Fabio Delisi nel 1982. Il piano è salire veloci, tutto in un colpo solo, senza bivacchi. E tutto va bene finché, circa a metà via, in quel passo che già sapevano essere “infame” e poco proteggibile, Lorenzo Angelozzi vola per 30 metri. Un lampo di vera paura... poi tutto è nelle mani della cordata, nella sua forza. Il resto lo lasciamo raccontare ad Andrea Di Pascasio.

Orient Express un tentativo di prima invernale...leggi tutto

 

IL MIO GRIDO DI PIETRA

1)

Quindi ti svegli, ti spari una macchinetta da sei tazze e fai solo in tempo a scrivere questo profondo pensiero che già devi scappare al cesso!!

Ma passiamo a ieri.

" Don't be shy baby, facciamo pecorina!"

Nel frattempo la ragazza delle pulizie si ciondola un po' annoiata mentre aspetta per eseguire le sue mansioni. Sebastian e la guida olandese cercano di risolvere il problema di un tipo che sta un poco infermo e non vuole dormire con gli altri perché forse gli scoppia il culo o non so. Comunque sta notte ha dormito seduto in poltrona nella sala dell'hostel!! Cool!!

Be si quello prima della digressione al presente costante è il nome che Colin e io abbiamo dato alla nuova imporessionante via aperta sul mitico Cerro Solo, una delle montagne più difficili della Patagonia.

Ora non ricordo nemmeno più come siamo arrivati al concepimento di un tanto squisito appellativo. Poco importa.

La giornata sarebbe stata assolutamente perfetta per scalare anche il Fits Roy, ma ieri non siamo riusciti nemmeno ad arrivare al campo Niponino tanto era forte il vento, Sebastian sbuffa, per cui, niente da recriminare o quasi. In ogni modo questa è una montagna che non ti verrebbe mai in mente di salire, tanto è marginale nel panorama alpinistico, per cui sono molto felice di averla salita, per una via nuova e guidato dal Principe della Patagonia , Colin Haley.

Judas Priest

Video fenomenale, ora sono contento di essere folle, folle come maestri.

Finalmente ho rimesso a fuoco l'obbiettivo, finalmente so dove devo andare,,,, finalmente...

Cerro Torre, sarai la mia amante. Ti corteggio senza fiato, non ti darÚ tregua. Sono i tuoi baci che voglio. Una giornata persa non è niente! Una giornata persa è una giornata vinta se si arriva al fulcro. Si, mi perdo in continuazione, ma ora, ora sembra tutto più vicino, i pensieri riducono la distanza. C'è qualcuno che non capisce quanto questo sforzo sia grande. Farò finta che non esisti, che niente esiste più delle mie mani sul suo corpo fiammeggiante e longilineo. Il cazzone perfetto,, Rocco Siffredi di ghiaccio e roccia. Il pisello più bello del mondo. Dopo di te, la libertà.

T.Rex

El Topo. Chi ti credi di essere?

Sono io cretino, sono Cesare Maestri. Focus. No, non ho intenzione di dirvi cazzate, ora scalerÚ il Torre. Ammetto di non averlo mai fatto prima, ma prometto che lo farÚ ora.

La luce della luna si posa sui miei sogni colorandoli di rosa. Gli occhi di Andrea sono il sorriso dei monti. I suoi seni, morbidi e infiniti prati. Sono pronto a ricominciare, quello che ho fatto, andava fatto!

Niente è perso, tutto è vinto. Ora siamo al colle della pazienza, siamo al colle della conquista, siamo al colle dei sogni!

Le ultime notizie parlano di una via aperta al Cerro Solo l'anno scorso, la stessa che abbiamo fatto noi... niente pecorina!

E' importante che i sogni si arrestino a ora.

Sebastian parla con un gruppo di Americani credo, mentre il mondo intorno è piuttosto tranquillo. I T.Rex continuano ad inondare l'aria di melodie  fluttuanti.

Red Hot Chili Pepper

Oggi non voglio le vostre paure, e neanche domani credo.

Tool

La nuova alba è appena iniziata. Nuove generazionì di ex drogati non fanno altro che cambiare sostanze. Così si scivola all'alpinismo estremo. Esteti delle strade, sono più vicino a voi di quanto pensiate. L'importante è rimanere lucidi, tutto a lo scopo di portarvi a sentire di più.

Siamo l'iride nella pupilla!!

Bob Marley

Siamo ancora nello spettro dell'attesa... il vento cambia in continuazione, e qui nel Porter, siamo sempre gli stessi navigatori solitari dell'etere infinito.  Poincenot. Io  credo che oggi stiano scalando il Torre.

Ma siamo nel vuoto totale ora. Non c'è poesia, e ho voglia di musica spacca timpani... ma un solo auricolare funziona...  aspettando aggiornamento NOOA.

il cuore degli uomini impazzisce di fronte al suono. quasi addormentati, cosa cerchi dalla notte?

e sai che non è nanche più il respiro di una donna, sai che è diverso,

cerchi l'ispirazione, l'illusione della totalità di te nel sogno in cui credi.

mordimi i piedi e dimmi che sono vivo.

Nascono luci ogni giorno.

Sono lucidamente convinto che sei curiosa. sono alcolicamente sostenuto.

Sono totalmente in trappola, sono un topo coi baffi.

buona notte...

Ora il mio corpo Ë debole,

la spina dorsale sta su dolorosamente.

Liquido i desideri, ma credo nell'eventualità della pillola magica...

cazzo!!!!!!!!!!!!!!

Devo continuare, ma devo puntare in alto.

Vorrei scalare di nuovo il Torre, vorrei scalarlo lentamente.

Non mi arrendo ai miei dolori, ma temporeggio, attendo pazientemente una finestra di pace. Mi curerò per farmi ancora male, non che sia questo il mio scopo, ma pare sia inevitabile.

Sono ottimista basandomi sul fatto che il corpo possa sopportare tanto ancora, abituarsi a molto altro. Riesco ancora a fare abbastanza, ma devo riuscire a trovar il modo di potermi allenare per fare di più.

Lucida i tuoi coltelli piccolo e mettili al riposo... arriveranno le stelle a vegliare la notte.

addormentati sulla cengia spaziosa, e contempla la notte.

Ama questo tempo di lucciole, ama.

Non faccio niente a caso.

L'evento è nell'aria, sempre.

El Chalten, e si divide la piazza tra chi va e chi resta.

I passanti vanno, gli alpinisti restano,  i miei piedi dormono, e vogliono scarpe nuove.

Poi arrivano i francesi, e salgono il Fits mentre tutti dormono intorno. In ritardo, inconsapevoli, senza cacchiere a confronto, si buttano su una 24 ore stop su per la Franco-Argentina.

La vita può essere così intensa e negli occhi di una donna c'è il mondo... e il tuo mondo non si ferma ad ora... ho voglia di scalare, e sognare i tuoi occhi che forano i miei.

Si lavora alla casa di Sebastian, siamo di nuovo con i T.Rex.

Il vento porta le voci di terra lontana, via appenninica brutalmente stuprata sul finale.

Il buon gusto muore sotto una pisciata di un vecchio imboscato dietro a un faggio..

Ora, con questo tempo cosa si potrebbe fare? sarebbe bello chiudersi in una stanza e amoreggiare, ma, be non c'è stanza né circostanza, e allora? non rimane che fumarsi una bella sigaretta al confine tra vento e pioggia, ma anche qui non ci siamo, il mal di gola poco si presta a questi vizi.

E mentre i tuoi occhi continuano a regalarmi il mondo che vorrei, ma che non posso, la dolce musica di questa band d'altri tempi ci trascina mano nella mano in corse furibonde su prati sterminati.

E se ti si sbatte in faccia una finestra? ... che fai?

Dipingo la scala di Sebastian, mentre un ragazzo un po' curvo, chiuso nelle spalle mi sciorina trecentomila idee sul da farsi. Venas Azulas... nessun sogno è troppo grande ora, nessuno.

L'importanza dei sogni, le finestre del futuro, manteniamo un'alto tenore di vita prima di rovinare tutto soddisfacendo noi stessi.

Gente che va gente che viene, simpatie, niente antipatie, siamo tutti appesi al filo, siamo una famiglia: i conquistatori dell'Inutile.

Aylen Aike

La grande famiglia degli scalatori ha sede qui. Alloggiamo nella stanza BLU. A dire il vero non ho mai ficcato il naso nelle altre stanze, e infatti non ne conosco i colori. La stanza blu è nostra, e straripa di sacconi, materiale e quant'altro.

 

2)

 

L'uomo con le ali spezzate, il prigioniero dei monti, risorge combatte e sale. Sei partito perchè comunque non potevi restare, sei partito perché in fondo sapevi che ce la potevi fare. La poesia scema tra la moltitudine, ma il sogno rimane intatto. Anche la montagna stessa sembra dare una tregua alla lotta. Venite, venite pure, oggi niente vento per voi, e galaverna?...no neanche quella... venite, venite, sono stufo di essere solo. Abbiamo scalato come mi piace. No stop. Pensavamo di aver fatto una prima salita al Cerro Solo, e avevamo un nome fantastico per questa via, ma purtroppo, più per il nome che per la via, abbiamo Solo ripetuto "Insomnia". Arrancavo stanco nelle profonde tracce lasciate da Colin, il principe della Patagonia. Dopo questa sarai in forma mi dice lui... un po' di infortuni mi avevano lasciato senza speranza, proprio prima della partenza... nel frattempo fa un caldo boia e non c'è un alito di vento e rosichiamo perchË avevamo in progetto di salire la Standhardt ma il giorno precedente neanche riusciamo ad arrivare sul ghiacciaio per il vento... voglio scalare cazzo. Poi il principe mi propone una nuova via sull'inviolato Cerro Marconi... due giorni di ravanate. Stracarichi i muli fanno male i loro conti e prendono vento e brutto e di nuovo, prigioniero dei monti...voglio scalare cristo!... però ora tengo il passo veloce del principe gi‡ bene, sono riemerso dalla cella dei miei dolori, e si affaccia chiaro l'obbiettivo, esplode la motivazione col polpaccio performante. Colin, preciso, metodico e abitudinario, occhi chiari e boccoloni neri. Colin mi ha insegnato a vedere le cose con i pro e i contro... anche sulla semplice scelta di un chiodo lui pensa, argomenta ti domanda e poi fa si fa sempre come dice lui, ... ma a me sta bene...stiamo parlando di Colin Haley. Cerro Torre??... si, mi dice, ma solo se lo facciamo in giornata da Niponino... per me sfondi una porta aperta fratello. e subito si comincia con i preparativi...

ma chi è quello che si è inciampato ed è andato lungo tra il marciapiede e la strada?... cosa ha in mano? ma forse che sia Korra, l'eroe metropolitano che combatte la malvagità con due piccozze arancioni?? ...ma che sia proprio lui?... e si, ho avutola fortuna di condividere la mia seconda esperienza Patagonica con Colin Haley e Corrado Pesce, due pilastri dell'alpinismo moderno, due enciclopedie dell'alpinismo, due guerrieri mistici.

Un lungo giorno lungo più di un giorno...

Sono le tre e si parte, zaini minimali, calcoli millimetrici. Passi rapidi e veloci ci portano al colle Standhardt, giù in doppia e si lascia l'est per l'ovest, e già senti che non si torna indietro! Slegati fin poco sotto il colle della Speranza, sciogliamo neve, ci rifocilliamo. Momenti di commozione totale, un sogno, davanti a me, a portata di mano,,, come tutto cambia quando ci sei dentro, e noi ci siamo, e il cielo è blu!!

Patagonia

Oggi, a pochi giorni di distanza dal Torre, la Patagonia si beffa di tutti gli scalatori. Nevica fino alle dieci del mattino, e poi, come d'incanto tutto si riapre ed appare un mondo verdeggiante e ricco, sovrastato da cattedrali immense. Scalatori, da ogni lato della montagna, rimangono con un pugno di mosche. Solo una cordata supera il Colle Standhardt, verso ovest, ma ancora non si hanno notizie... avranno scalato il torre?

Gli Spagnoli

Ora sono qui, al Porter, mentre mi faccio un caffè e scrivo... avranno fatto il Torre? Tra un po' glie lo chiedo. Chi scommette cosa? Il mio caffË, dopo una scorpacciata di carne alle brace, le mie sigarette, la mia vita, le persone che mi stanno intorno, gli iphone, i bicchieri di vino, le tette di Andrea... gli arrampicatori, gli americani.

No, non l'anno fatto...

Depeche Mode

E arriva il momento in cui stai per tornare a casa, arrivano i giorni del tutto per tutto, e perdi la pace. Ti dici che non vuoi pensare, sei stufo di controllare la meteo e che comunque sarai pronto a versare l'ultima goccia... Nel frattempo l'etere ti porta l'odore della notte ancora. Corpi morbidi e profumati scivolano, labbra rosse mormorano.

Ancora corpi e voci, suoni..............sono la bestia sibillina, lo schiavo dei miei desideri più remoti... dove si arriverà?

3)

Il silenzio ci salva dalle emorragie. Ci salva dalla brutalità che irrompe fragorosa. Dalle valli, il suono della mia ignoranza assopita inonda queste stanze di popoli. E che la calma a tratti rotolo via chiss‡ dove, e che si oscura il lato tranquillo, e che non so, troppi input, ho bisogno di pace. Troppo tutto insieme, e non regge. Ma una sbandata è normale, poi ritorna il respiro, poi la calma... e fuggo nel futuro, ma io sono qui, e non devo dimenticarlo.  buonanotte...

Korra Pesce

Da quasi due settimane, rincorriamo una vaga finestra che appare tutti i giorni di mattina e scompare puntualmente di pomeriggio. Siamo persi in piani che spesso rasentano il folle  (per via della meteo) ma ancor più spesso un estremo verosimile, i giorni passano più o meno veloci, tra grasse risate e rari momenti di attesa a volte logoranti. Improvviso arriva l'attimo in cui devi fare i "bagagli". Un solo sacco a pelo, una tenda BD che pesa come il mio di sacco, una serie di friend, qualche chiodo, due piccozze e due ramponi. L'avvicinamento è lungo, tanto per cambiare, ma scopriamo sorpresi che non portare le odiate e pesanti ciaspole non Ë stato un errore. Al Passo del Quadrato vediamo montagne sovrastare un morbido ghiacciaio silenzioso, ma non sempre, sotto la soffice neve. Il Pollone, stupendo, il Pergiorgio. Sulla sinistra superbo si staglia il Pilastro Casarotto appoggiato sull' Immenso Fits Roy al momento con la testa tra le nuvole. La tenda è montata e fa tenerezza. Con un fremito di eccitazione ci allontaniamo finchè non riusciamo a scorgere la bianca linea che taglia il Fits in due: la Supercanaleta. Era già scomparsa a fine ottobre per il caldo eccessivo. I più assidui frequentatori di questi luoghi affermavano che dopo le incessanti nevicate degli ultimi giorni la Supercanaleta doveva essere tornata in forma. Ci crediamo ed eccoci qui di fronte ad un filo bianco continuo e miracoloso.

La notte di sabato nevicherà poco ma fino alle cinque del mattino, quanto basta per non mettere il naso fuori dalla tenda, e domenica sarà fredda e un po' ventosa, ma tutto sommato buona, così ci facciamo mille paranoie per non essere partiti all'attacco. Ma il giorno migliore lo danno di lunedì, ma danno anche una perturbazione in arrivo a fine giornata. Bisognerà essere veloci. Questa volta la notte sarà breve.

Mezzanotte!! Si parte. Saliamo slegati i primi mille metri di canale, mi sento affaticato, poi ci leghiamo e inizia la danza. Il canale si è riempito, è vero, ma ora parte alta è piena di neve fresca e ghiaccio. Parte subito all'attacco come una furia, incastra le picche, sbatte dentro un friend, qualche grattata con i ramponi e via sempre più in alto seguito dai miei occhi stupiti. Mi recupera e arrivo in  sosta sbuffando per la breve ma intensa lotta. Mi chiede se voglio andare, con la faccia di chi ha soltanto voglia di continuare a pompare. Lo guardo e ancora sbuffando gli passo il materiale e gli dico che l'importante e che corriamo. E lui corre, ed io dietro salgo ogni tiro come se fosse l'ultimo, sbuffando. Un paio di tiri non difficili e poi inizia il Korrashow. Cristo se ti fa tremare vederlo usare gli attrezzi il quel modo, pensi che prima o poi dovrà pur schiantarsi e ti immagini già il culo che ti devi fare per portarlo giù con una gamba rotta. E invece lui ha incastrato le sue picche e manco a fucilate lo butti giù. Sale tutto in dry, iperconcentrato. In qualche momento di esitazione mi lascio sfuggire qualche domanda che per lui doveva apparire come infantile o banale: "hai trovato un chiodo?... sei in sosta??... posso venire???". Non risponde e mi snerva, ma ormai leggo nel suo cervello vedo le mie risposte: "ma che vuole questo rompi coglioni? non vede che sto scalando?".

Dopo 11 ore, una faticosa ravanata finale ci porterà in vetta al Fits Roy.

Un' infinita discesa ci riporta in tenda e un'altra lunga camminata fino al bosco che accoglierà la nostra tenda. Alle cinque siamo già in piedi, in un paio d'ore raggiungiamo l'hosteria el Pilar dove chiamiamo un taxi e prendiamo un caffè.

Il dopo Fits

Chi ha fatto cosa? Colin e Jon hanno salito la via Toboggan che sale fino al Colle dei Sogni tra la Herron e la Standhardt. Fred e Ben effettuano la prima salita in giornata e in libera di Tomawak sulla Standhardt. Un po' di cordate sulla Poincenot e sulla Guillameut.

Soli, in cima al Fits... Korra e io.

Ancora due giorni e si riparte.

Siamo al capolinea, nuove leve arrivano dalla Norvegia qui all'Aylen Ayke hostel. Ultime ore qui ad El Chalten... poi, il lungo rientro.

La casa di Rolo: centro smistamento informazioni.

Sebastian gira gli occhi a modo di disapprovazione simpatica quando qualche ospite in qualche modo lo molesta. Mi mancherai El Chalten.

Non so che cazzo scrivere. Sono vuoto, ad un certo punto vorrei solo andare via!

 

 

Arwa Spire, Roger Schäli and Simon Gietl free Fior di Vite

30.10.2012 by Planetmountain

In September 2012 Roger Schäli and Simon Gietl made the first free ascent of Fior di Vite (800m, 90°, M5, 7a) up Arwa Spire (6193m), India, the route established by Schäli himself along with Hasler and Harvey in 2002.

In 2002 Swiss alpinists Stephan Harvey, Bruno Hasler and Roger Schäli travelled to the Indian Himalaya where they made the first ascent of Fior di Vite, an 800m line with difficulties up to 90° VI+ and A2 up the North Face of Arwa Spire. Reaching the 6193m high summit was a huge succes but evidently the thought of having used aid played in the back of Schäli's mind over the last decade, so much so that he returned in 2012 together with Italy's Simon Gietl to attempt a free ascent of this prominent line but before setting foot on the mountain proper, tragedy struck as their friend and cameraman Daniel Ahnen fell into a deep crevasse. All rescue efforts proved futile and the expedition was abandoned, and this accident played heavily on the climber's minds in the difficult months that followed. Leggi tutto...

Foto di Andrea Di Donato

 

Stefano Tribioli con Gabriele, Antonio e Roberto.

Grande Pierluigi Bini!!!!

Foto Andrea Di Donato

 

Dalle spalle a Chamoonix...

Foto Andrea Di Donato

Capanna Margherita e Parrot

Sei giorni tra Paradiso e Bianco

Worms Wall

Sulle Spalle...

 
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