Los Muchachos de la Sur

Mio fratello mi ha detto di scrivere, ed io lo faccio... Sono le 22:43 qui a Santiago del Chile, Andres guarda una pellicula mentre sua figlia Saire dorme. Bene, prendo in mano il diario di viaggio e inizio.

4 Dicembre: aspettando il volo per Madrid.

Sono in viaggio, di nuovo, questa volta da solo, attraverso il mondo, oltre l'oceano, per la terza volta, l'America Latina. Capelli lunghi, profili di donna, sono commosso dalla bellezza e dai vestiti che nascondono male i seni. Mamme stremate si giocano la carta videogames tuffandosi nella contraddizione della non educazione. Un altro bambino pulisce il pavimento.

5-6 Dicembre: Mendoza.

Non ho baciato la tomba di mio nonno prima di partire. Lo faccio ora, con un pensiero che viene dal profondo del mio cuore. Plaza Indipendencia e' gremita di giovani che sguazzano nella fontana. Le acacie qui sono enormi, e i platani, lungo le strade, hanno rami lunghi e liberi quasi di entrare dentro le finestre. Finalmente, una conversazione telefonica con Andres mi chiarisce un po' il da farsi. Dovro' incontrarmi a Mendoza con Aike e raggiungere Barreal con i mezzi. Lì ci incontreremo con Andres e Uli per salire il Cerro Mercedario (6770 m). Andres sara' la guida di Uli. Penso alla Sud dell'Aconcagua... tutto apparteneva al mondo dei sogni, ora, eccoci qua... i giorni a Mendoza sono lunghi, leggo, ma non riesco a rimanere calmo.

7-8 Dicembre: San Juan, las estrella de los Andes.

Ecco che Aike viene a salvarmi dalla citta' che aggroviglia la mente con mille dubbi tentacolari: sono abbastanza allenato? mi amerai quando i peli usciranno a frotte dal mio povero naso martoriato?...mi guardo le gambe e mi sembrano piccole...reggeranno? ...non vedo l'ora di tornare alla lettura del mio Falco Maltese. Aike e' Cileno e fa da assistente guida nelle spedizioni in Aconcagua, ha 26 anni, e' un bel ragazzo, tranquillo e la sua famiglia ha origini tedesche. Siamo costretti in San Juan per due giorni, il pulman per Barreal e' strapieno. Vaghiamo per i Bar e ci distraiamo con caffe' e chiacchere. La citta' e' deserta, e' il giorno della Vergine!

9 Dicembre: Barreal.

La strada che collega San Juan a Barreal e' stupenda. Una strada principale funge da centro, per il resto sono case sparse nel verde, collegate perlopiu' da sterrate. Intorno alte montagne innevate! Siamo buttati lungo il bordo della strada, con i nostri grandi sacconi, quando piu' o meno casualmente si ferma una bella Jeep i cui passeggeri non ci sono del tutto sconosciuti. Partiamo subito alla volta del Mercedario, ci attendono circa 80 km di strada sterrata. Percorriamo una vecchia carrareccia mineraria, che attraversa un canion incredibile (la storia geologica del posto lascia sbalorditi), fino ad arrivare ad un avamposto solitario denominato La Junta, costituito da un presidio medico e di controllo. Firmiamo una carta con la quale esoneriamo l'Argentina da qualsiasi tipo di responsabilita'. La strada continua ancora per 40 km verso Laguna Blanca, luogo dove abbiamo appuntamento con il Gaucio dei muli per il trasporto del materiale fino al campo base. A meta' strada circa, la ruota anteriore destra inizia a perdere aria, la cambiamo e la ruota di scorta e' messa veramente male: gonfia a meta' e apparentemente rosicchiata dai topi!! Fara' pero' il suo dovere. Subito dopo Laguna Blanca ci attende il Gaucio con un fuoco, due chiacchere e subito al letto sotto una stellata stupenda.

10-11-12 Dicembre: campo base, 4100 metri circa.

L'ombra dell'Aconcagua mi pesa sulla testa. Ho sognato che ero tornato a casa dopo la salita al Mercedario e lo sconforto mi premeva fortissimo il petto. Al risveglio ero felice si trattasse di un sogno. Lotto contro me stesso. Colazione al campo base, abbiamo compagnia, una coppia di austriaci e un tedesco solitario piuttosto buffo!! Guardo i "penitentes" la caratteristica formazione nevosa delle Ande, come delle spine di neve che possono essere alte anche due metri. Facciamo un carico fino a 4900 metri circa e riscendiamo. Andres dirige l'orchestra! dubbi costanti, mi aggrappo ai dolori. Continua l'acclimatamento, un giorno di riposo. Sento come un turbine di paura e fretta. Con Andres ci capiamo nel silenzio di pensieri che vanno in una unica direzione: abbiamo lo stesso timore reverenziale. I fantasmi dei fallimenti mi assalgono, i successi non esistono piu'! Un turbine di pensieri cerca sempre di portarmi lontano da qui, mi riporta a casa. Mi concentro sull'aria che respiro e sulle cose da fare. Ricaricare i dromedari, cucinare, lavare i piatti. Ma il mal di testa non passa nemmeno con due pasticche di ipobrufene. questa montagna di altura non mi convince per niente, e con i sogni volo a quelle due, tre linee che ho in testa, a casa, sul Gran Sasso. Intanto si parla di strategie: una tendina super leggera? un sacco per due? due sacchi leggeri? siamo con la testa a Sud!

13-14 Dicembre: campo 1, 4900 metri circa.

Odio il mal di testa, questa e' l'ultima spedizione che faccio. Saliamo al campo 1 e subito con Andres e Aike facciamo un carico al campo 2 a quota 5600 metri circa. Uli rimane in basso a prendere acqua e organizzare un po' le cose. Uli e' molto alto, ben allenato e sembra un fantasma a causa della costante protezione solare che utilizza! Ha già fatto altre salite con Andres. Parete sud, paura e delirio. Con Andres ci siamo conosciuti in Patagonia esattamente un anno fa ed esattamente sul Cerro Torre. Nessuno di noi due lo ha salito! Poi abbiamo scalato la Comici alla Cima Grande in quattro ore ed abbiamo pensato che potevamo scalare ancora insieme. Ancora un giorno di riposo e poi in vetta, niente campo 2 da 4900 metri a 6770!! questa e' la strategia, Andres conosce Uli. E a me chi ci pensa? E chi c'ha voglia di camminare tanto, su una montagna traditrice, formata da un susseguirsi di falsecumbre? Mancano i miei amici, casa, ma le occasioni vanno colte, devo andare fino in fondo...Andres pensa, Aike e' quasi sempre di buon umore, Uli se ne sta un po' piu' sulle sue, del resto non si sente neanche benissimo. Lo stare bene o male si alternano nel mistero dell'altura. Nel frattempo sono arrivati una coppia di tirolesi, uno svizzero e un argentino. Il tedesco solitario e la coppia di austriaci hanno tentato un assalto alla vetta dormendo a quasi 6000 metri, ma il giorno dopo stavano piuttosto male e sono riscesi a 300 metri della cumbre.

15 Dimembre: cumbre Cerro Mercedario 6770 metri.

Ho visto la Madonna! Bel posto aldila' del mal di testa fisso dall'inizio alla fine. Tutti in vetta.  Dalla cima, l'Aconcagua! Notte al campo 1.

16-17 Dicembre: Mendoza permit trip!

Le nostre strade si dividono. Dopo aver fatto riparare la ruota a Barreal, partiamo alla volta di Uspallata. Festeggiamo con una parillada e poi ognuno per la propria strada: Uli e Aike verso Santiago con la Jeep, io e Andres a Mendoza con i mezzi per comprare il costoso permesso per l'Aconcagua. Lottiamo due giorni con i bancomat che non funzionano o che funzionano male. Andres rompe distrattamente la porta di un bancomat. Sale la frustrazione, la citta' ti ributta nel turbine di dubbi. L'acclimatamento cala?? Compriamo quello che ci serve e conosciamo Heidi che ha fatto la cumbre dell'Aconcagua ed ora se ne va in zona Torri del Paine... beata lei penso! Alla fine i soldi li troviamo in un negozio di articoli sportivi che con una commisione del 13% ci offre il suo aiuto. E poi all'ufficio turistico non ci vogliono fare il permesso perche' non abbiamo la radio...per la Sud ci vuole la radio...ma ce l'abbiamo Cristo!...ma non qui!

18 Dicembre: Penitente.

Piccolo mio corpo fragile sostienimi. Buttati sull'erba alla stazione di Mendoza aspettando il Bus per Penitente. Un nero si avvicina e ci chiede se ci dispiace se si fa una canna... fa come credi fratello... volete fumare?... e come se non avessi gia' i mie cazzi fratello!... non e' facile non aver paura di morire questa volta! In Penitente abbiamo tutta l'attrezzatura, l'ha lasciata Aike passando in macchina, nei depositi del mitico Fernado Grajales expeditions!! Andres conosce molte persone, ha fatto la guida in Aconcagua per quasi vent'anni, ora lavora con i geologi che fanno le esplorazioni minerarie. Prepariamo i sacconi per i muli, e a nanna in un hotel di Penitente.

19 Dicembre: compleanno di Andres a Plaza Francia 4250 metri.

Attraversiamo i vari check-in fino a Confluencia, primo campo per chi decide di salire l'Aconcagua per la via normale. I guardiaparco ci riempiono di paternali, ma sono tranquilli infine, ed emozionati perche' tenteremo la Sud. Conosciamo Flor che lavora per Grajales e le altre ragazze che lavorano per le varie agenzie che organizzano le spedizioni. Saranno un punto di appoggio fondamentale prima e dopo la salita!! Tutti ci trattano molto bene. Continuiamo il nostro cammino fino a Plaza Francia. La parete non si vede, scende una neve sottile, c'e' nebbia e vento, e la terra e' rossa! Buon compleanno Andres.

20-21 Dicembre: Plaza Francia.

Il tempo e' splendido, e la parete un cazzotto! Iniziamo a conoscerla,  studiarla, capirla, a vedere dove cadono le valanghe, dove crollano i seracchi. Ce la facciamo sotto, ma pare proprio che ci sia la possibilita' di una nuova variante. Andres vorrebbe salire una candela mostruosa a sinistra della "Diretta francese", io una cascata piu' abbordabile subito a destra. E' la prima volta che mi sento cosi' oppresso, vorrei essere altrove, di colpo, ho paura di non rivedere piu' le persone a cui voglio bene. Vorrei fuggire, di notte, come un ladro, di nascosto. Vorrei annoiarmi, si , morire di noia! Poi arrivano i guardiaparco, la bella Vanessa e Javier. Gli offriamo un caffe' e si continua a guardare la parete. Siamo alla resa dei conti! Vanessa ti prego arrestami! Ho ammazzato un Guanaco, ho cacato fuori dalla busta che mi avete dato! Ti arrestero' dopo la Sud mi dice. Quella cascata mi paralizza, il resto... Sognavo un futuro glorioso, ora sogno solo un futuro! In generale i crolli sono pochi, e sempre negli stessi punti, solo uno, molto piccolo sulla nostra linea di salita. Siamo entrambi molto tesi, e ce lo confessiamo, ne parliamo, questo e' un bene, pochi e intensi i momenti di pace. Alla fine decidiamo per la via piu' facile e rapida. Il materiale e' deciso: otto viti da ghiaccio, quattro rinvii, qualche friends e dadi, cinque chiodi da roccia, un sacco a pelo pesante per due e un sacco da bivacco, cibo per due notti, e gas per quattro.

Ti spezzo il cielo, piango a voi che aspettate, aspetto voi, sono l'uomo seduto sul tempio, la sedia di pietra, l'attesa e' infinita, le ragazze chiedono di noi, e noi portiamo i saluti da marte, tutto torna, la guerra, la lotta, la lotta, l'amore

Sorrido al giorno in cui rivedro' i miei amici. Indomito resisto. Qualche visitatore spezza la tensione, offriamo caffe' in cambio di compagnia. Continua il bel tempo, e noi l'acclimatamento. La sera prima di addormentarci, parliamo con Vanessa che ci informa sulle previsioni. Sempre piu' forte e' il desiderio di abbracciare i miei cari, l'attesa diventa sempre piu' pesante e la paura che termini questa alta pressione mi fa scoppiare la capoccia! A volte la parete sembra ormai famigliare, la linea e' scolpita nella testa: variante di ghiaccio iniziale che confluisce con la parte finale della "Diretta Francese" del 1985, poi al Ghiacciaio Superiore per la "Pasic" o "Routa Argentina" del 1966, quindi su per lo sperone della "Routa Francese" del 1954. Vorrei la febbre a 40!!

22 Dicembre: la resa dei conti.

Lo so fare e quindi lo devo fare? Sentire che molto non dipende da te, ti scaraventa in un limbo di confusione senza uscita. Fortunatamente Andres non riesce a dormire, e' agitato, cosi' alle 3 del pomeriggio mi chiedeTi dispiace se partiamo ora? Veramente sono "due giorni" che ti dico che sarebbe meglio partire "di giorno"! Sono molto felice, e alle 17 abbandoniamo Plaza Francia per attaccare la parete.  L'avvicinamento alla base della parete e' veloce, un po' di morena, poi terra dura o roccia morbida. Abbiamo una mezza corda da 45m per 8,7 di diametro. Saliamo i 250m di cascata, con difficolta' fino al IV+, poi seguiamo un facile colatoio ghiacciato fino al fondo impraticabile perche' piscia acqua alla grande. Sopra le nostre teste formazioni ghiacciate mostruosamente affascinanti.  Sulla destra per facile parete ghiacciata, di nuovo a sinistra verso la fine delle rocce della diretta francese. Bivacchiamo nel pendio di neve a quota 5400m circa, poco prima di entrare sul ghiacciaio Pasic. Sono le 22 circa. Tempo splendido. Buona notte via radio a Vanessa.

23 Dicembre: il Ghiacciaio Superiore.

Notte non terribile se non per il fatto che ho un dolore all'anca e non riesco a mantenere una posizione. Colazione e via per il Pasic. Risaliamo facilmente il ghiacciaio Pasic sulla sinistra tra roccia e neve dura. Un salto di roccia (terra dura!!) solcato da canalini porta ad una cascatina facile, poi di nuovo roccia fino ad un pianoro sotto il terrificante ghiacciaio superiore. Traversiamo tutto a destra fino al bordo estremo del ghiacciaio (espostissimo) al fine di  trovare un punto debole per montarci sopra. Per attraversare il ghiacciaio superiore impiegheremo circa 5 ore; 200 metri di dislivello scarsi, per meno di un km di distanza!! lotta impari con i "penitentes" coperti di neve fresca! una lenta tortura che mette a dura prova corpo e mente!! Bivacchiamo sfiniti a quota 6200 metri proprio sotto lo sperone della "Routa Francese". Sono le 19 circa. Tempo splendido.

24 Dicembre: Cumbre!!!

Perche' le gambe il giorno dopo dovrebbero riprendersi? Allora vuol dire che ci si e' allenati abbastanza bene. Arranchiamo ancora nella neve fresca fino alla terminale. Poi un bel tiro verticale ci porta sui pendii di ghiaccio e neve alla sinistra dello sperone. Buttiamo un occhio sulla variante Messner... e pensiamo che e' un grande... ancora un altro mezzo tiro per superare un'altra terminale. Poi veniamo assaliti da un dubbio atroce: andare a destra verso lo spigolo di neve o seguire una lingua di neve che entra a sinistra tra le rocce? La relazione parlava di camini di V e poi di spigolo... decidiamo per la sinistra e azzecchiamo!! Trovo un chiodo prima dell'infido camino, lo levo con le mani. il passaggio non e' banale, mi sento stanco e la roccia e' sempre terra dura! Trovo una vecchia sosta a chiodi che neanche controllo, ne faccio una sul ghiaccio di lato. Parlava di camini e viene voglia di proseguire a sinistra. Andres intuisce che e' meglio andare a destra, cosi' mi butto stanco sulle rocce che diventano miracolosamente di roccia buona e quindi ben proteggibili. Trovo un a vite da ghiaccio a cavatappo. Altra sosta!! Il morale e' sempre piu' in alto, siamo sempre piu' convinti di uscirne in giornata! Ancora un tiro di roccia e poi un pendio di neve porta sullo spigolo sormontato da un pilastrone aggettante attrezzato con una misteriosa corda fissa molto dubbia e una picozza Simond piantata a mo' di corpo morto. La relazione parlava di 150 metri di misto e noi li abbiamo gia' fatti senza accorgercene! Siamo al settimo cielo! ancora un traverso a destra su neve facile e poi un canale porta sul filo a quota 6700m circa! Sono le 17,,, dopo due ore arriviamo in vetta!!! In tutto 50 ore...Il cielo e' sempre sereno. La discesa mi disintegra, la via normale e' un mucchio di sassi instabili e vado spesso col culo per terra! Sono bello cotto. Prima di arrivare al Nido di Condores vomito due volte!! Lo diceva Andres che non eravamo ancora acclimatati!! Il buio arriva e delle luci amiche ci vengono incontro, il primo a festeggiarci emozionatissimo è Kike, un ragazzo Argentino che ha fatto la Sud qualche anno fa e ci ha rimesso qualche dita del piede. Poi tutte le altre guide ci accolgono e ci festeggiano, ci fanno da mangiare e ci ospitano per dormire! Che Natale ragazzi!! Un fiume di emozioni ci ricompenza di tutte le turbe dell'attesa.

25-26 Dicembre: los Muchachos de la Sur!

Da Nido de Condores a Plaza de Mulas. Tempo decisamente peggiorato!!Ormai la voce si e' sparsa nei vari campi e molti di quelli che incontriamo lungo il cammino sanno i nostri nomi e si congratulano con noi. tu sei il cileno? l'italiano?  Los Muchachos de la Sur? Felicitaziones!!! che ficata penso: los muchachos de la Sur! a Plaza de Mula sempre la mitica squadra Grajales ci dà da mangiare, bere e ci fornisce delle scarpe d'avvicinamento per affrontare i circa 16 km che ci dividono da Confluencia. Naturalmente a Confluencia siamo super festeggiati. Il giorno dopo vado con un ragazzo a riprendere le cose lasciate a Plaza Francia. Poi di nuovo a Confluencia a festeggiare. Cucino riso, pollo, e patate e proiettiamo le foto della salita, tutto innaffiato con Fernet e Cocacola!!

27 Dicembre: Santiago del Chile.

E' l'ora dei saluti. Stracarichi come i muli, senza un giorno di riposo, ci avviamo verso Penitente. Arriviamo belli stanchi e anche a Penitente si mangia e si beve. Riorganizziamo la roba e compriamo i biglietti per Santiago. Il bus partira' alle 17:00. Abbiamo tutto il tempo per rilassarci. Arriviamo a Santiago verso le 21:00. Prendiamo un taxi che ci porta fino a casa di Andres dove ci aspettano la sua compagna e sua figlia. Il taxi si ferma, scarichiamo i bagagli e il tassista riparte. E' gia' pronto in tavola, ci sediamo  e vedo loro tre bellissimi. Mi alzo da tavola dicendo che devo assolutamente scattare una foto....dopo tre secondi realizzo!!! ho lasciato lo zainetto nero con le camere nel taxi!!!! nnoonononononononononono!!!!! Andres utilizzava la mia camera, ed io avevo una camera da casco go-pro.... ora stanno facendo il possibile per recuperarle: annunci, ricompense... vedremo... per ora si prevede la salita piu' importante che abbiamo affrontato e non uno straccio di foto!!!!

Vorrei ringraziare il negozio Campo Base di Roma che sempre sostiene le mie avventure e la ditta Ferrino che mi ha vestito con prodotti molto validi, testati in condizioni piuttosto estreme.

Buon anno nuovo a tutti!!!

 

Simple Image Rotator

  • WildWorld
  • WildWorld
  • WildWorld
  • WildWorld
  • WildWorld

ATTIVITA'

Montain Blog

Rifugio Franchetti

gsski

vagamonti

camping


Design by Stefano Pisciella
eXTReMe Tracker